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| Storia del Comune |
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| Verderio Superiore è un grazioso paese in provincia di Lecco, che s’insinua tra il corso dell’Adda e le province di Milano e Bergamo, ricco di testimonianze storiche e culturali tipiche della Brianza.
E’ presumibile collocare l’origine del paese in epoca romana (II-I sec. a. C.), poiché il nome Verderio sembra derivare dal termine “Veredi”, che stava ad indicare una particolare razza di cavalli piccoli ma velocissimi che servivano ai romani per avere rapide comunicazioni con le terre conquistate. A Verderio c’era forse una stazione di cambio-cavalli: da qui il nome.
Dopo il periodo romano, il piccolo villaggio di contadini fu esposto alle invasioni di popolazioni germaniche come gli Eruli e i Goti e al violento stanziamento dei Longobardi.
Il nome “Verderio” lo troviamo qualche secolo più tardi ad indicare l’origine o la sede di uno tra i primi Cavalieri dell’Ordine dei Templari (sorta nel 1119), tale Dalmazio da Verderio, morto nell’anno 1149. La divisione in Verderio Superiore e Inferiore è forse da far risalire alla spartizione dei beni dell’Ordine, quando esso venne soppresso nel 1302.
In un documento del 1512, atto di cessione alla famiglia Ajroldi di alcuni possedimenti del monastero femminile di S. Agostino di Milano, troviamo il nome di Verderio Superiore.
Durante l’ultimo Medioevo e per tutta l’epoca moderna Verderio fece parte dei territori prima del Ducato di Milano, poi governati dagli Spagnoli e dagli Austriaci.
Nel periodo della Repubblica Cisalpina (1796-1799) Verderio fu teatro di una sanguinosa battaglia, combattuta il 28 aprile 1799 e vinta dagli austriaci contro forze francesi.
Ma la storia di Verderio Superiore, nei secoli dell’età moderna, è legata alla “politica” di alcune famiglie nobiliari, proprietarie di gran parte delle terre. Si tratta delle famiglie Arrigoni, Confalonieri e Gnecchi-Ruscone.
La vita religiosa, contrariamente a quella politica, era presente con una sola comunità, con la chiesa parrocchiale a Superiore. Tutto questo fino al 1778, anno in cui l’arcivescovo di Milano, resosi conto anche della divisione religiosa, ordinò l’istituzione di due parrocchie distinte e autonome.
Dopo le grandi famiglie, è storia di duro lavoro, talvolta di miseria, ma ricca di valori morali e di schietta religiosità popolare. Una vita contadina comune ad altri paesi limitrofi.
Un significativo sviluppo urbanistico ed edilizio e l’arrivo di cittadini provenienti da altre realtà europee e mondiali hanno cambiato il volto di Verderio, arricchendolo di nuove e ricche esperienze e testimonianze.
Nel 1985 la storia dei due Verderio è stata raccontata nel volume “Verderio, la storia attraverso le immagini e i personaggi”.
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| EDIFICI E BENI ARTISTICO-CULTURALI DI RILIEVO
A Verderio Superiore è bene ricordare il Palazzo Comunale, costruito nel 1910 e l’imponente Villa Gnecchi Ruscone, con il parco pubblico della “Fontana del Nettuno” che, per secoli, è stata frequentata da numerose personalità della politica, della cultura, dell’arte.
Nelle adiacenze della Villa e dell’edificio denominato l’Aia, una bellissima struttura recentemente recuperata, si combatté anche la famosa Battaglia di Verderio del 28 aprile 1799, tra le forze austro-russe e quelle francesi. La vittoria arrise agli austro-russi e, attorno alla villa, vennero sepolte più di tremila persone. Oltre ai soldati trovarono pace anche numerosi contadini che vennero coinvolti nella battaglia.
Nel 1898, Giuseppe Gnecchi, realizzò l’acquedotto “Fonte Regina” e l’anno successivo cedette il terreno alla parrocchia per la costruzione del nuovo cimitero.
Nel 1902, il 26 settembre, venne inaugurata la nuova chiesa dedicata ai santi Giuseppe e Floriano. Importante è ricordare e ammirare il Polittico di Giovanni Canavesio, del 1499, posto sull’altare maggiore della chiesa parrocchiale.
Nel 1922, venne eretta una scuola materna la quale venne donata alle suore dell’Immacolata di Genova.
Di particolare importanza la Chiesetta di S. Ambrogio la cui origine si perde nei tempi. La prima costruzione potrebbe risalire ai tempi di Ariberto, discendente da famiglia longobarda, ordinato vescovo di Milano il 29 marzo 1018.
Numerose sono anche le cascine, alcune delle quali sono state abbattute o abbandonate.
Quella più conosciuta è “La Salette”, i cui lavori iniziarono nel 1850 e portati a termine nel gennaio del 1856. La cascina ricorda l’apparizione della Madonna in Francia, a La Salette, avvenuta nel 1846.
Le altre cascine ancora abitate e funzionanti sono l’Airolda che, prima di essere acquistata dalla famiglia Ajroldi di Milano nel 1512, era un monastero delle suore di S. Agostino, la cascina Malpensata la cui origine risale al ‘700, la cascina Isabella, la cascina S. Carlo, la cascina Alba (l’unica disabitata).
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